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Lilianius

Poveri illusi!

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Poveri illusi.
L’unico commento che ho: poveri illusi!
Reagite con vendette e becero egoismo ad azioni irrilevanti;
fate, fate pure poveri illusi, alla fine cosa
vi resta se non il vuoto del bene che volutamente avete ignorato.

Andare contro se stessi, andare contro ogni bene per rifugiarsi in una veste che non ci appartiene è solo da codardi ma purtroppo, la paura troppo spesso ci fa agire in modo errato facendoci credere sia invece quello giusto..Forse bisogna lasciare che si sbagli, che si perseguano dei fini moralmente diversi per poi capire quali sono quelli giusti, in fin dei conti è anche questo che ci forma: l’insieme di esperienze, soprattutto la somma di quelle che volutamente abbiamo sbagliato; no?!

Povera illusa, che ancora credi che il bene generi bene,
povera illusa, cresci. Non ho altro da dirmi:
chi nasce tondo, non muore quadro
è inutile che ci speri.

Che t’hanno fatto, Terra mia

Che t’hanno fatto, Terra mia.
Ardi così tanto che sento il tuo calore, eppure ho i brividi.
Mai il mio forte patriottismo avrebbe voluto vederti così:
la Terra del buon vino, è quasi cenere infertile.

Il fuoco dentro, il fuoco fuori.
Fumo, cenere: l’inizio
della fine.

Che t’hanno fatto, amara Terra mia,
orfana di padri civili,
orfana di madri protettive.
Singhiozzi, lacrime di fuoco,
a te, ci penseremo noi
a te ci penserò io,
amata Terra mia.

La soluzione è amare la propria terra almeno
la metà dei propri interessi.
Ter Ignis.

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“Me ne vado.”
Me ne vado ma in realtà sono ferma, esattamente qui dove t’ho lasciato, senza l’aria da spavalda, senza il coraggio di tornare indietro, né voglia di camminare avanti.
Girati. Girati ché sono ferma, scuotimi, muovimi; prendimi la mano e portami con te.

a chi sono, non a chi sembro,
alla paura,
a te.,

Come una primavera

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Sii forte.
Oltre il freddo, oltre la pioggia,
oltre lo scorrere del tempo:
tu, ritorna e
come una primavera,
rinasci. 

Mai contro cuore 

Non è vero che c’è sempre tempo per rimediare. Non è vero niente, neanche un po’, perché quando sbagli ed hai un dito puntato contro non potrai mai rifarti. 
Mai contro cuore, mai. Né io nè tu, mai contro cuore: io sul tuo ci vado a sbattere, mi ci schianto mi va di farlo di provarci uscirne illesa o a brandelli, perché il sorriso è il mio ma il motivo sei tu, perché quando si sbaglia pure senza rimedio io ci provo lo stesso. Tu il tuo portalo dove più stai bene, che se pure domani non sai più chi sono, se ti so felice va bene uguale. 

Mai contro cuore e solo se ti rende felice. 

Ne esci di merda perché sei una frana, ecco tutto. Pensieri notturni: troppo caldo, troppo vuoto ed io troppo sbagliata, troppo fuori tempo. 

La corda

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Credo che se non si riesca a dire “resta”, quando va tutto a rotoli, non ci sia più nessuna corda da stringere e tirare.
Forse non valeva la pena; avrei tirato però, sai?! Pure con le mani arrossate.
Cosa dire? Va bene così: ciao.

Farsi male è più facile che darsi un bacio.

Tu, perdonami

L’indomani avrei dovuto affrontare il secondo giorno al liceo, ero ancora terrorizzata ed emozionata dal primo, mi sentivo una bambina nel mondo dei grandi. Mi ricordo che però quella notte, dovetti crescere prima del previsto ed in quel mondo ci fui scaraventata.
Io lo rifarei mille altre volte ma non è così che si aiutano le persone, avrei dovuto fare di più.  Non me lo perdonerò mai perché l’ho capito tardi, non me lo perdonerò mai perché ho fatto dal male a me ogni volta che ho messo da parte la mia essenza per assecondare la tua e farti cadere e stendermi con te: uno forte doveva esserci, dovevo essere io.
Non me lo perdonerò mai; non mi perdonerò per le tempistiche, per le parole non dette, per le volte che ti ho urlato contro di avermi rovinata, quando la colpa è stata solo mia. Io non mi perdonerò mai perché potevo fare di più.
Io non mi perdonerò mai ma tu, ti prego perdonami.

Sei forte, Enne.

New Tan 100%Sulla mia pelle, nella mia vita fino a toccare l’anima.

Sentivo un nodo in gola ogni volta che ne parlava.
Che egoista che sono, eh? Lui, aveva bisogno di parlare di questo male che lo affliggeva così tanto fino a farlo soccombere, ed io scappavo perché non ero pronta.
Alcuni giorni mi sento  uno schifo di persona per non aver il coraggio di piangere, abbracciarti e dirti che non va bene, non va niente bene e che probabilmente peggiorerai ma io ci sarò, forse non basta ma ci sono ora e son cambiata per starti accanto, son diventata forte, a volte neutra ma per te: tutto.
Che poi a volte serviva solo una parola in più, bastava metterci dinanzi la realtà così crudele e affrontarla insieme, spalla a spalla, subito, non dopo sette anni di sofferenza e finzione.  Scappo perché se guardo me, vedo te; scappo perché vorrei talmente tanto bene solo per te che vederti soffrire mi stanca, ne esco stremata ogni volta che lo dici, e ti darei le mie braccia esili per farti star bene, ti darei i miei equilibri maniacali per facilitarti la vita ormai scombussolata e delusa; mi priverei della mia vita per donarla a te, per farti assaggiare le piccole sofferenze che sembrano insuperabili e non queste tue, che lo sono davvero.
Mentre io piangevo per te tempo fa, eri tu stesso a consolarmi; quando io imparavo a parlare, sei stato tu la mia prima parola; quando io crescevo, volevo essere forte come te, e volevo anche essere simpatica come te, ti ho sempre guardato come la mia perfezione, come il mio grande esempio di vita: tu sei forte. Lo penso sempre, l’ho sempre pensato che tu sei forte.
Tu sei forte, sei tanto forte.
Un punto: il mio punto.

 

Per il mio punto,
tua sempre
Pina.

Ho scritto di getto questa lettera, mentre per la prima volta dopo sette anni, una lacrima ha solcato il mio viso.

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