Cerca

Lilianius

Come una fenice

FENICE

Pensavo che se fossi stata più sicura, avrei potuto mandare a fanculo tutti.
Penso, penso, ho sempre pensato tanto ma prima di agire ho sempre aspettato 10 secondi, sono la classica persona che presa dalla rabbia sbraita e butta fuori cose del 15-18, senza problemi, con freddezza e calma oppure urlando: sbraito, sbraito e passano le ore ma finisce lì, proprio dove è iniziata. Vado avanti.
Mi piace guardare un punto fisso e basso quando sono nervosa, restare in silenzio, rimpicciolire l’occhio sinistro quasi come se volessi mettere a fuoco meglio lo scenario devastante della mia rabbia ed infine fare una smorfia di disgusto e tenerezza con le labbra. Se dovessi guardarmi dall’esterno, riderei di me, del mio silenzio dopo le urla, delle mie smorfie evidenti e dei miei occhi tristi e spenti, ché tanto alla fine non parlo più, ci perdo le speranze, continuo la mia vita come nulla fosse accaduto, come se nessuno mi avesse pugnalato al cuore come hai fatto tu, voi.
La quiete dopo la tempesta, ecco, si. Quiete dopo il disastro, quei dieci minuti di assoluto silenzio mi aiutano darmi forza, a pensare, pensare e non mandare a fanculo tutti perché mi dico che non accadrà più, che il bene genera bene.

Ah! Guai a riparlarne, è il bene che genera bene ma tu, voi, mi avete fatto male ed il male fa perdere il fiato anche a distanza di tempo: mettiamoci un punto. Guai a parlarne, pensiamo al positivo, pensiamo al bene ché tanto sono forte, rinasco dalla cenere proprio come le fenici. Ustionata, ma viva. Pensiamo, pensiamo che se fossi stata un po’ più egoista, se avessi pensato ma solo a me stessa, come ha fatto tu, come avete fatto voi, avrei potuto mandarvi a fanculo tutti. Stronzi.

Rinasco nel buono del mio animo, bruciato dal vostro egoismo,
dal vostro perbenismo,
dalle vostre regole e consigli che spargete non
per il bene del prossimo ma, per innalzare il vostro ego.
Rinasco, come una fenice da me, perchè
il bene genera bene. Sempre.

Annunci

Discorso di una disturbata ma fiera me

invecchiamento-precoce-ansia
Siamo in due. Un corpo ed una mente che rispecchiano cose diverse, unite dalla stessa carne e senza possibilità di cambiarsi l’un l’altra: una continua guerra tra l’io e me; una follia, sono folle: non io, me. Me è così folle, ha un colorito bianco, poi però arrossisce senza controllo, senza il mio permesso, mi fa sembrare così insicura ed io non lo sono per niente. Me, ha dei capelli lunghi che le coprono il viso scarno ma tondo, le direi di legarli, tirarli un po’ su e scoprirsi ma me è così testarda, ci scontriamo molto. Me ha vergogna, dice che le sue gambe son storte e vede solo quelle, mica il suo sorriso.
Me, è fisicamente piccolina e tra la gente, si arriccia, io vorrei scoprirla, me ha paura, sente freddo alle orecchie.
Ah! Me, quanto sei folle.
Qui, mia cara me, c’è bisogno di un compromesso: tu, devi rispettare me e devi rispecchiare me, io sono una guerriera, ho ottime idee, mi metto in mostra, tu però mia cara me, non farmi sfigurare: sii fiera di te, come lo sei di me. Sii fiera del tuo aspetto, come della tua mente.
Guardati oggi allo specchio, mia cara me, sii fiera di ciò che sei diventata.
Mia cara me, sono stanca di darti io la forza: sboccia. Profuma, profuma di te, sii fiera del tuo aspetto, sii fiera di me: amati.


La dedico a me, ai miei conflitti mente-corpo,
il cambiamento lo faccio io:
oggi, voglio crederci.
A fanculo, si. Oggi mi piaccio tutta.

Verità scomoda

Erano altri tempi, così felici e fugaci; guardo quelle foto: rido ma subito dopo piango perché mi chiedo sempre dove sei, dove sono tutti quelli che scatto dopo scatto mi hanno accompagnata durante questi anni.
Vanno via tutti. la verità è questa.

il disagio

IMG_8759                                   Distrazioni per non studiare Althusius. 06.09.2017
Disagio su un quaderno per la tesi.

Il disagio di sembrar pazza agli occhi della gente, il disagio di provar paura nel perdere la gente e di fare progetti a lungo termine per poi vederli sgretolati, passo dopo passo, come l’ennesimo fallimento collezionato in così poco tempo.

Il disagio di essere una tempesta
a ciel sereno.
La forza di sbocciare
nonostante tutto
più forte,
con l’innaffiare
delle mie lacrime
amare.

Poveri illusi!

Setup_Estetica_del_vuoto_3

Poveri illusi.
L’unico commento che ho: poveri illusi!
Reagite con vendette e becero egoismo ad azioni irrilevanti;
fate, fate pure poveri illusi, alla fine cosa
vi resta se non il vuoto del bene che volutamente avete ignorato.

Andare contro se stessi, andare contro ogni bene per rifugiarsi in una veste che non ci appartiene è solo da codardi ma purtroppo, la paura troppo spesso ci fa agire in modo errato facendoci credere sia invece quello giusto..Forse bisogna lasciare che si sbagli, che si perseguano dei fini moralmente diversi per poi capire quali sono quelli giusti, in fin dei conti è anche questo che ci forma: l’insieme di esperienze, soprattutto la somma di quelle che volutamente abbiamo sbagliato; no?!

Povera illusa, che ancora credi che il bene generi bene,
povera illusa, cresci. Non ho altro da dirmi:
chi nasce tondo, non muore quadro
è inutile che ci speri.

Che t’hanno fatto, Terra mia

Che t’hanno fatto, Terra mia.
Ardi così tanto che sento il tuo calore, eppure ho i brividi.
Mai il mio forte patriottismo avrebbe voluto vederti così:
la Terra del buon vino, è quasi cenere infertile.

Il fuoco dentro, il fuoco fuori.
Fumo, cenere: l’inizio
della fine.

Che t’hanno fatto, amara Terra mia,
orfana di padri civili,
orfana di madri protettive.
Singhiozzi, lacrime di fuoco,
a te, ci penseremo noi
a te ci penserò io,
amata Terra mia.

La soluzione è amare la propria terra almeno
la metà dei propri interessi.
Ter Ignis.

d26262e3ff0043b6f1cc09605fe6d132

“Me ne vado.”
Me ne vado ma in realtà sono ferma, esattamente qui dove t’ho lasciato, senza l’aria da spavalda, senza il coraggio di tornare indietro, né voglia di camminare avanti.
Girati. Girati ché sono ferma, scuotimi, muovimi; prendimi la mano e portami con te.

a chi sono, non a chi sembro,
alla paura,
a te.,

Come una primavera

download
Sii forte.
Oltre il freddo, oltre la pioggia,
oltre lo scorrere del tempo:
tu, ritorna e
come una primavera,
rinasci. 

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑