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Lilianius

Verità scomoda

Erano altri tempi, così felici e fugaci; guardo quelle foto: rido ma subito dopo piango perché mi chiedo sempre dove sei, dove sono tutti quelli che scatto dopo scatto mi hanno accompagnata durante questi anni.
Vanno via tutti. la verità è questa.

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il disagio

IMG_8759                                   Distrazioni per non studiare Althusius. 06.09.2017
Disagio su un quaderno per la tesi.

Il disagio di sembrar pazza agli occhi della gente, il disagio di provar paura nel perdere la gente e di fare progetti a lungo termine per poi vederli sgretolati, passo dopo passo, come l’ennesimo fallimento collezionato in così poco tempo.

Il disagio di essere una tempesta
a ciel sereno.
La forza di sbocciare
nonostante tutto
più forte,
con l’innaffiare
delle mie lacrime
amare.

Poveri illusi!

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Poveri illusi.
L’unico commento che ho: poveri illusi!
Reagite con vendette e becero egoismo ad azioni irrilevanti;
fate, fate pure poveri illusi, alla fine cosa
vi resta se non il vuoto del bene che volutamente avete ignorato.

Andare contro se stessi, andare contro ogni bene per rifugiarsi in una veste che non ci appartiene è solo da codardi ma purtroppo, la paura troppo spesso ci fa agire in modo errato facendoci credere sia invece quello giusto..Forse bisogna lasciare che si sbagli, che si perseguano dei fini moralmente diversi per poi capire quali sono quelli giusti, in fin dei conti è anche questo che ci forma: l’insieme di esperienze, soprattutto la somma di quelle che volutamente abbiamo sbagliato; no?!

Povera illusa, che ancora credi che il bene generi bene,
povera illusa, cresci. Non ho altro da dirmi:
chi nasce tondo, non muore quadro
è inutile che ci speri.

Che t’hanno fatto, Terra mia

Che t’hanno fatto, Terra mia.
Ardi così tanto che sento il tuo calore, eppure ho i brividi.
Mai il mio forte patriottismo avrebbe voluto vederti così:
la Terra del buon vino, è quasi cenere infertile.

Il fuoco dentro, il fuoco fuori.
Fumo, cenere: l’inizio
della fine.

Che t’hanno fatto, amara Terra mia,
orfana di padri civili,
orfana di madri protettive.
Singhiozzi, lacrime di fuoco,
a te, ci penseremo noi
a te ci penserò io,
amata Terra mia.

La soluzione è amare la propria terra almeno
la metà dei propri interessi.
Ter Ignis.

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“Me ne vado.”
Me ne vado ma in realtà sono ferma, esattamente qui dove t’ho lasciato, senza l’aria da spavalda, senza il coraggio di tornare indietro, né voglia di camminare avanti.
Girati. Girati ché sono ferma, scuotimi, muovimi; prendimi la mano e portami con te.

a chi sono, non a chi sembro,
alla paura,
a te.,

Come una primavera

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Sii forte.
Oltre il freddo, oltre la pioggia,
oltre lo scorrere del tempo:
tu, ritorna e
come una primavera,
rinasci. 

Mai contro cuore 

Non è vero che c’è sempre tempo per rimediare. Non è vero niente, neanche un po’, perché quando sbagli ed hai un dito puntato contro non potrai mai rifarti. 
Mai contro cuore, mai. Né io nè tu, mai contro cuore: io sul tuo ci vado a sbattere, mi ci schianto mi va di farlo di provarci uscirne illesa o a brandelli, perché il sorriso è il mio ma il motivo sei tu, perché quando si sbaglia pure senza rimedio io ci provo lo stesso. Tu il tuo portalo dove più stai bene, che se pure domani non sai più chi sono, se ti so felice va bene uguale. 

Mai contro cuore e solo se ti rende felice. 

Ne esci di merda perché sei una frana, ecco tutto. Pensieri notturni: troppo caldo, troppo vuoto ed io troppo sbagliata, troppo fuori tempo. 

La corda

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Credo che se non si riesca a dire “resta”, quando va tutto a rotoli, non ci sia più nessuna corda da stringere e tirare.
Forse non valeva la pena; avrei tirato però, sai?! Pure con le mani arrossate.
Cosa dire? Va bene così: ciao.

Farsi male è più facile che darsi un bacio.

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