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Lilianius

Come una primavera

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Sii forte.
Oltre il freddo, oltre la pioggia,
oltre lo scorrere del tempo:
tu, ritorna e
come una primavera,
rinasci. 

Mai contro cuore 

Non è vero che c’è sempre tempo per rimediare. Non è vero niente, neanche un po’, perché quando sbagli ed hai un dito puntato contro non potrai mai rifarti. 
Mai contro cuore, mai. Né io nè tu, mai contro cuore: io sul tuo ci vado a sbattere, mi ci schianto mi va di farlo di provarci uscirne illesa o a brandelli, perché il sorriso è il mio ma il motivo sei tu, perché quando si sbaglia pure senza rimedio io ci provo lo stesso. Tu il tuo portalo dove più stai bene, che se pure domani non sai più chi sono, se ti so felice va bene uguale. 

Mai contro cuore e solo se ti rende felice. 

Ne esci di merda perché sei una frana, ecco tutto. Pensieri notturni: troppo caldo, troppo vuoto ed io troppo sbagliata, troppo fuori tempo. 

La corda

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Credo che se non si riesca a dire “resta”, quando va tutto a rotoli, non ci sia più nessuna corda da stringere e tirare.
Forse non valeva la pena; avrei tirato però, sai?! Pure con le mani arrossate.
Cosa dire? Va bene così: ciao.

Farsi male è più facile che darsi un bacio.

Tu, perdonami

L’indomani avrei dovuto affrontare il secondo giorno al liceo, ero ancora terrorizzata ed emozionata dal primo, mi sentivo una bambina nel mondo dei grandi. Mi ricordo che però quella notte, dovetti crescere prima del previsto ed in quel mondo ci fui scaraventata.
Io lo rifarei mille altre volte ma non è così che si aiutano le persone, avrei dovuto fare di più.  Non me lo perdonerò mai perché l’ho capito tardi, non me lo perdonerò mai perché ho fatto dal male a me ogni volta che ho messo da parte la mia essenza per assecondare la tua e farti cadere e stendermi con te: uno forte doveva esserci, dovevo essere io.
Non me lo perdonerò mai; non mi perdonerò per le tempistiche, per le parole non dette, per le volte che ti ho urlato contro di avermi rovinata, quando la colpa è stata solo mia. Io non mi perdonerò mai perché potevo fare di più.
Io non mi perdonerò mai ma tu, ti prego perdonami.

Sei forte, Enne.

New Tan 100%Sulla mia pelle, nella mia vita fino a toccare l’anima.

Sentivo un nodo in gola ogni volta che ne parlava.
Che egoista che sono, eh? Lui, aveva bisogno di parlare di questo male che lo affliggeva così tanto fino a farlo soccombere, ed io scappavo perché non ero pronta.
Alcuni giorni mi sento  uno schifo di persona per non aver il coraggio di piangere, abbracciarti e dirti che non va bene, non va niente bene e che probabilmente peggiorerai ma io ci sarò, forse non basta ma ci sono ora e son cambiata per starti accanto, son diventata forte, a volte neutra ma per te: tutto.
Che poi a volte serviva solo una parola in più, bastava metterci dinanzi la realtà così crudele e affrontarla insieme, spalla a spalla, subito, non dopo sette anni di sofferenza e finzione.  Scappo perché se guardo me, vedo te; scappo perché vorrei talmente tanto bene solo per te che vederti soffrire mi stanca, ne esco stremata ogni volta che lo dici, e ti darei le mie braccia esili per farti star bene, ti darei i miei equilibri maniacali per facilitarti la vita ormai scombussolata e delusa; mi priverei della mia vita per donarla a te, per farti assaggiare le piccole sofferenze che sembrano insuperabili e non queste tue, che lo sono davvero.
Mentre io piangevo per te tempo fa, eri tu stesso a consolarmi; quando io imparavo a parlare, sei stato tu la mia prima parola; quando io crescevo, volevo essere forte come te, e volevo anche essere simpatica come te, ti ho sempre guardato come la mia perfezione, come il mio grande esempio di vita: tu sei forte. Lo penso sempre, l’ho sempre pensato che tu sei forte.
Tu sei forte, sei tanto forte.
Un punto: il mio punto.

 

Per il mio punto,
tua sempre
Pina.

Ho scritto di getto questa lettera, mentre per la prima volta dopo sette anni, una lacrima ha solcato il mio viso.

Giudicatemi male

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Giudicatemi male.

Giudicatemi male perché mi piace tingere le mie labbra di rosso;
giudicatemi male perché sorrido nei giorni uggiosi, nei giorni di sole ed in quelli impensabili con tanto di sofferenza ed allora “la fortuna è delle prostitute e, quelle si che ridono sempre”;
giudicatemi male perché son legata così tanto a molte persone del mio sesso opposto, e no, non ci ho mai fatto del sesso;
giudicatemi male perché dopo una violenze, ancora combatto e non mi faccio sopraffare ed allora “se si comporta così dopo quello che ha passato, a lei è piaciuto”;
giudicatemi male  perché mi vesto male, perché parlo troppo, perché ho le gambe corte.
Giudicatemi male perché sono consapevole di me stessa, sicura di me e dei miei difetti ancor prima dei pregi, giudicatemi male perché mi piaccio così come sono e continuerò per la mia strada.
Giudicatemi male, questo farà di me una donna forte ma, in quanto a voi: il vostro giudicare male, farà di voi degli individui di una società mediocre.
Voi siete a rendere la società mediocre.

Il giudizio, insulso e meschino, c’è ma non deve cambiare la vita di nessuno. Mai.
Il giudizio, insulso e meschino su una donna con la minigonna, non farà di lei una prostituta.
Il giudizio, insulso e meschino, non farà di uno uomo il suo schiavo.
Il giudizio non può indebolire, è solo un pettegolezzo che lascia il tempo che trova, anche quando è dato da persone che ci sono accanto. Le pugnalate alle spalle fanno male ma chi è in grado di rialzarsi sarò sul tetto del mondo, sarà forte abbastanza da annullare qualsiasi vociferare.

A tutti quelli forti.
A tutti i combattenti,
A tutti i meschini della società.

La bic

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24.02.2017 ‘scarabocchi annulla tristezza’; bic su foglio.

Crescendo, mi son resa conto che le persone sono come le “bic”, si. Intendo le penne.
Da piccola, le credevo infinite, inesauribili: “chi mai avrebbe mai potuto finire una bic?!”  Io, guardavo delusa il colore che man mano sbiadiva fino a non uscire più, la sfregavo, ci alitavo pensando ingenuamente di “rianimarla” ma come una bambina a cui qualcuno ha infranto un sogno, mi restavano solo macchie di inchiostro sulle mani alla quale ero legata, così come al profumo della china ma che purtroppo dovevo lavare.
Ho imparato a mie spese che le persone sono così, perché per quanto io le possa ritenere infinite, queste sbiadiscono piano piano e non importa i tentati di rianimarle perché alla fine non mi resta che un brandello, una macchia che ha sporcato il cuore, a volte con insulsa cattiveria e menzogna.
La differenza però è che le Bic, non mi hanno mai fatto male.

Delusione di un’ ormai grande bambina.
Alla mia bic appena finita:
che la tua china possa
sporcarmi le mani
sempre.

stretta

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Fredda e pallida come la luna; che poi mica tanto fredda: ho solo fatto caso che più si parla e più i fatti stessi diventano piccoli, di poco conto e scontati allora cerco di preservare* tutto ciò che è nella mia testa e che per far spazio ai pensieri, ho spostato nel cuore.
“Mi stringe il cuore.”
Ecco non è forse questa dolcezza? Mi stringe il cuore questo bene che sento e che fa un male che sa di bene, è così profondo ed intenso e se lo dicessi, che valore avrebbe? Man mano, la stretta diminuirebbe. Voglio le strette al cuore che valgono più delle parole e le parole ai momenti giusti, ai momenti rari, ai momenti da ricordare che sembrano unici perché non è prassi ascoltare il cuore che prende forma nelle parole.

*proteggere la fragilità di un valore così grande come il bene.

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