La presunzione di credere di poter conoscere tutto delle persone non la toglierò mai.

In fondo lo so, so che se mi dessi ascolto, la gente non mi farebbe male. Si è sempre davanti una scelta: spieghi e resti o preferisci tacere e andare via? Sono qui e ti mancherei se non ci fossi o vai via e metti un punto? Bianco o nero? Scelta giusta o quella felice? Sincerità o finzione? Panna o cioccolata?

Quello che mi fotte, è la presunzione. La presunzione di conoscere e capire le scelte altrui perché su 99 volte in cui non mi sbaglio, c’è sempre quel margine di errore che non calcolo e che fa male perché crolla il muro della presunzione e resta una parete labile di nudità sentimentali prive di protezione. Quella nudità scarna e fragile che osserva perfino l’iride mentre dall’altra parte, c’è chi non guarda neanche il naso.

Potessi sdoppiarmi, mi mollerei un ceffone e mi farei una ramanzina:”ehi tu, testarda, che hai in quella testa?! Che pensi di fare, eh? Credi che la gente sia così scontata e allora ti permetti il lusso di sopravvalutarla? Ben ti sta. Stupida.”

Ben mi sta, lo so. Stupida.

Annunci