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Giudicatemi male.

Giudicatemi male perché mi piace tingere le mie labbra di rosso;
giudicatemi male perché sorrido nei giorni uggiosi, nei giorni di sole ed in quelli impensabili con tanto di sofferenza ed allora “la fortuna è delle prostitute e, quelle si che ridono sempre”;
giudicatemi male perché son legata così tanto a molte persone del mio sesso opposto, e no, non ci ho mai fatto del sesso;
giudicatemi male perché dopo una violenze, ancora combatto e non mi faccio sopraffare ed allora “se si comporta così dopo quello che ha passato, a lei è piaciuto”;
giudicatemi male  perché mi vesto male, perché parlo troppo, perché ho le gambe corte.
Giudicatemi male perché sono consapevole di me stessa, sicura di me e dei miei difetti ancor prima dei pregi, giudicatemi male perché mi piaccio così come sono e continuerò per la mia strada.
Giudicatemi male, questo farà di me una donna forte ma, in quanto a voi: il vostro giudicare male, farà di voi degli individui di una società mediocre.
Voi siete a rendere la società mediocre.

Il giudizio, insulso e meschino, c’è ma non deve cambiare la vita di nessuno. Mai.
Il giudizio, insulso e meschino su una donna con la minigonna, non farà di lei una prostituta.
Il giudizio, insulso e meschino, non farà di uno uomo il suo schiavo.
Il giudizio non può indebolire, è solo un pettegolezzo che lascia il tempo che trova, anche quando è dato da persone che ci sono accanto. Le pugnalate alle spalle fanno male ma chi è in grado di rialzarsi sarò sul tetto del mondo, sarà forte abbastanza da annullare qualsiasi vociferare.

A tutti quelli forti.
A tutti i combattenti,
A tutti i meschini della società.

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