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24.02.2017 ‘scarabocchi annulla tristezza’; bic su foglio.

Crescendo, mi son resa conto che le persone sono come le “bic”, si. Intendo le penne.
Da piccola, le credevo infinite, inesauribili: “chi mai avrebbe mai potuto finire una bic?!”  Io, guardavo delusa il colore che man mano sbiadiva fino a non uscire più, la sfregavo, ci alitavo pensando ingenuamente di “rianimarla” ma come una bambina a cui qualcuno ha infranto un sogno, mi restavano solo macchie di inchiostro sulle mani alla quale ero legata, così come al profumo della china ma che purtroppo dovevo lavare.
Ho imparato a mie spese che le persone sono così, perché per quanto io le possa ritenere infinite, queste sbiadiscono piano piano e non importa i tentati di rianimarle perché alla fine non mi resta che un brandello, una macchia che ha sporcato il cuore, a volte con insulsa cattiveria e menzogna.
La differenza però è che le Bic, non mi hanno mai fatto male.

Delusione di un’ ormai grande bambina.
Alla mia bic appena finita:
che la tua china possa
sporcarmi le mani
sempre.

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